Tutti insieme verso la COP21! #1

L’ambasciata di Francia in Italia è lieta di presentarvi questa prima lettera, che diventerà mensile, per lavorare tutti insieme alla riuscita della COP21!

“La Francia e l’Europa possono raggiungere gli obiettivi che permettono di evitare che a fine secolo il pianeta si surriscaldi più di 2 °C in confronto al periodo pre-industriale”. “Ho fiducia. Dobbiamo farcela, si tratta del futuro del pianeta”. Cosi’ il Presidente François Hollande, in occasione dell’incontro semestrale con la stampa all’Eliseo, giovedì 5 febbraio 2015.

Abbiamo ripreso DUE PAROLE DI LAURENCE TUBIANA, Ambasciatrice per i negoziati sul cambiamento climatico e rappresentante speciale per la COP21 :

JPEG“Dopo che la Francia è stata designata paese ospitante di questa conferenza storica, la nostra mobilitazione non si è mai arrestata. Noi possiamo e dobbiamo spingerci insieme ancora più lontano: perché l’accordo, per essere ambizioso e duraturo, dovrà essere concepito da tutti, concluso da tutti e portare beneficio a tutti. A Parigi, dobbiamo riuscire a smorzare l’attuale andamento delle emissioni e dobbiamo altresì porre le basi di questa vera trasformazione dell’economia mondiale, non lasciando nessun paese da parte. Archimede diceva: “Datemi una leva e solleverò il mondo”. Insieme, solleveremo il mondo verso la conclusione di un accordo universale sul clima a Parigi.”

Dopo Lima - COP20

La Francia si è fortemente adoperata per la COP20 di Lima, che è stata una tappa fondamentale per giungere a un accordo universale per la lotta al cambiamento climatico a Parigi nel dicembre 2015. A Lima, Laurent Fabius e la delegazione francese hanno avviato ufficialmente la preparazione della conferenza di Parigi. In qualità di futura presidente, la Francia ha collaborato con la presidenza peruviana ed ha seguito attentamente le posizioni di tutti i paesi partecipanti per favorire il consenso e pervenire a un accordo universale nel 2015.

Presentazione del logo COP21

JPEGIl ministro degli Affari esteri e dello Sviluppo internazionale, Laurent Fabius, ha presentato mercoledì 14 gennaio il logo della COP21, che egli stesso presiederà. Laurent Fabius ha ricordato l’obiettivo, ambizioso ma necessario, di limitare gli effetti del cambiamento climatico a 2°C.

>> Per aggiornamenti e informazioni sulla COP21

Questo mese parliamo del GIEC

5° rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (GIEC)

Le 195 delegazioni governative riunitesi a fine ottobre a Copenaghen hanno adottato la sintesi di questo rapporto di tre volumi, frutto di un lavoro scientifico pluridisciplinare di sette anni.

Dal 1988, i lavori del GIEC hanno permesso ai negoziati sul clima di consolidarsi su delle solide basi scientifiche, e questo quinto rapporto dovrà essere il fondamento scientifico dell’accordo di Parigi. Il rapporto mostra, con precisione sempre maggiore, l’estensione dell’impatto del cambiamento climatico, mettendo al contempo l’accento su numerose soluzioni sia a livello tecnico che politico. Un anno prima della conferenza di Parigi, il rapporto rappresenta altresì un eccellente mezzo di comunicazione e di sensibilizzazione per i decisori politici e per il grande pubblico.

Per mantenere il nostro obiettivo di limitare il riscaldamento globale sotto i 2°, il rapporto dimostra che, tutti insieme, dobbiamo raggiungere un livello massimo delle emissioni nel 2020, diminuire le emissioni dal 40 al 70% entro il 2050 e tendere verso una percentuale in negativo delle emissioni alla fine del secolo.

Abbiamo già utilizzato circa 2/3 del nostro “budget carbone’’, ossia il gas ad effetto serra che possiamo emettere prima di superare la soglia dei 2°C. Mantenendo l’attuale ritmo, impiegheremo meno di trent’anni ad esaurire questo budget. Occorre, dunque, cambiare rapidamente i modi di produzione e di consumo, e rinunciare all’utilizzo della maggior parte delle risorse fossili (carbone, petrolio e gas) conosciute oggi.

Roma, focus sul progetto "Ambasciata verde"

PNGUn anno prima della Conferenza delle Nazioni Unite Parigi 2015 sul Clima, l’ambasciata di Francia in Italia s’impegna in un progetto innovativo di riduzione del proprio impatto ambientale : l’ambasciata verde.

Il progetto è stato inaugurato ufficialmente lunedì 15 dicembre con una “giornata verde“a Palazzo Farnese, alla presenza di Nicolas Hulot, inviato speciale del Presidente della repubblica francese per la protezione del pianeta, e Luca Mercalli, presidente della Società Metereologica Italiana, annunciando la COP 21 e l’impegno di tutti gli agenti per un’ambasciata ecoresponsabile.

L’ambasciata verde è un percorso globale e graduale che crescerà durante tutto l’anno 2015, con una diagnosi completa del proprio impatto ambientale. L’ambasciata identificherà nel corso del 2015 le misure che permettono di ridurlo, in collaborazione con due principali partner del progetto: Edison e l’ADEME (Agenzia francese dell’Ambiente e del Controllo dell’Energia).

Rendere più ecologiche le attività di un palazzo del XVI° secolo che accoglie circa 30 000 invitati e visitatori all’anno, è una grande sfida che i membri dell’ambasciata hanno scelto di raccogliere insieme. In particolare, l’Ambasciata ha già iniziato ad agire attraverso due canali:

  1. Un comitato di pilotaggio dove sono rappresentati tutti i servizi dell’ambasciata si riunisce ogni mese per definire le priorità dell’azione verde dell’ambasciata.
  2. L’ambasciata ha adottato delle misure per la raccolta differenziata e grazie alla collaborazione di tutti gli agenti, definisce gli ecogesti indispensabili.

Guardate il video dell’avvio del progetto Ambasciata Verde:

Ultime modifiche: 09/03/2015

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