Salone d’Ercole [fr]

Cheminée en marbre polychrome, par Vignole
Vue d'ensemble du salon d'Hercule
Guglielmo Della Porta, La charité
Guglielmo Della Porta, L'abondance
Glykon, IIIe s., Hercule Farnèse d'après Lysippe
Léon Ier arrêtant Attila aux portes de Rome
L'Incendie du Borgo
Plafond à caissons sculpté par Sangallo
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Inizialmente “sala delle guardie”, questo ambiente dalle dimensioni monumentali (18 metri di altezza), in seguito alle modifiche di Michelangelo, si estende su due piani. Le pareti rimaste nude dovevano essere originariamente decorate dai fratelli Carracci. Rimane ad oggi solo una serie di busti di imperatori posti nelle nicchie dorate.

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L’Incendie du Borgo

I due arazzi intessuti alla Manufacture des Gobelins nel Seicento su modello degli affreschi delle Stanze di Raffaello al Vaticano, raffigurano l’Incendio del Borgo miracolosamente circoscritto dal papa sul suo balcone, e Paolo III che ferma Attila alle porte di Roma, dove il papa Farnese si sostituisce a Leone I per autoglorificazione.

Le due virtù allegoriche scolpite da Guglielmo della Porta, l’Abbondanza e la Carità, erano destinate alla tomba di Paolo III a San Pietro. Furono trasferite al palazzo nel Seicento e ora inquadrano un camino di marmi policromi realizzato dal Vignola.

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Glykon, IIIe s., Hercule Farnèse d’après Lysippe

Il salone deve il suo nome all’Ercole Farnese, una copia della statua di bronzo realizzata dal greco Glykon. La statua si trovava sotto le arcate del cortile d’onore. Ercole è riconoscibile dai suoi attributi : la clava e la pelle del leone di Nemea. Diversi frammenti sparsi della statua erano stati ritrovati nel Cinquecento e poi riassemblati. Le gambe rifatte da Guglielmo della Porta illustrano questa pratica corrente nel restauro delle antichità durante il Rinascimento.

Ultime modifiche: 15/10/2012

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