Referendum britannico [fr]

Discorso del Presidente Hollande dopo la riunione ministeriale sull’Europa all’Eliseo - Parigi, 24 giugno (fonte: nostra traduzione di www.elysee.fr)

Tramite referendum, i britannici hanno deciso di lasciare l’Unione Europea. E’ una scelta dolorosa e sono molto dispiaciuto per il Regno Unito e per l’Europa. Tale scelta è tuttavia la loro e dobbiamo rispettarla, traendone tutte le conseguenze.

La Gran Bretagna non farà dunque più parte dell’Unione Europea e le procedure previste dai trattati saranno rapidamente applicate, è la regola ed è la conseguenza.

La Francia, per sé e per la Gran Bretagna, continuerà a lavorare con questo grande paese amico, al quale ci uniscono la storia e la geografiacon tanti legami, sul piano economico, umano, culturale e non dimentico le nostre strette relazioni in materia di difesa, che saranno preservate.

Il voto dei britannici mette duramente alla prova l’Europa. Essa deve dimostrare in tali circostanze la sua solidarietà e la sua forza, offrendo le risposte necessarie per gestire i rischi economici e finanziari della partenza del Regno Unito. Alcune misure sono già state prese e confido nella loro efficacia.

Ma la decisione britannica necessita anche di prendere lucidamente coscienza delle insufficienze del funzionamento dell’Europa e della perdita di fiducia dei popoli nel progetto che essa porta con sé.

Il pericolo è immenso dinanzi agli estremismi e ai populismi. Ci vuole sempre meno tempo per disfare che per fare, per distruggere che per costruire. La Francia, paese fondatore dell’Europa, non l’accetterà.

Un salto in avanti è necessario. L’Europa, affinché vada avanti, non può più fare come prima. I popoli si aspettano dall’Unione Europea che essa riaffermi i suoi valori, valori di libertà, di tolleranza, di pace. L’Europa deve dunque essere una potenza che decide in modo sovrano del suo destino e che rivendica il suo modello.

La Francia s’impegnerà in primo piano affinché l’Europa si concentri sull’essenziale : la sicurezza e la difesa del nostro Continente per proteggere le nostre frontiere e per preservare la pace dinanzi alle minacce ; l’investimento per la crescita ed il lavoro per mettere in atto politiche industriali nel campo delle nuove tecnologie e della transizione energetica ; l’armonizzazione fiscale e sociale per dare alle nostre economie regole e dare ai nostri concittadini garanzie ; infine rafforzare l’eurozona e la sua governance democratica.

L’Europa, questa è la mia convinzione, deve portare avanti progetti e non perdersi nelle procedure. Deve essere compresa e controllata dai cittadini. Deve decidere in fretta quando ci si aspetta questo da lei e lasciare una volta per tutte agli stati-nazione ciò che è delle loro competenze solamente.

E’ il mandato che porterò al Consiglio europeo di martedì prossimo. Incontrerò prima i responsabili politici delle grandi formazioni del nostro paese. Mi recherò anche lunedì a Berlino affinché, con la Cancelliera MERKEL e credo anche con Matteo RENZI, si possa anche evocare ciò che deve esser fatto, tra l’altro per la preparazione di tale Consiglio. La Germania poiché dalla nostra unità dipende la coesione dell’insieme dell’Unione Europea. L’Europa è una grande idea e non solo un grande mercato. Ed è forse a forza di averlo dimenticato che essa si è persa.

L’Europa deve continuare ad essere una speranza per la gioventù poiché essa è il suo orizzonte. Oggi, è la Storia che bussa alla nostra porta. Ciò che è in palio è la diluzione dell’Europa con il rischio di un ripiegamento o la riaffermazione della sua esistenza al prezzo di cambiamenti profondi.

Farò tutto il mio possibile affinché sia profondo il cambiamento e non il ripiegamento. E la Francia ha una responsabilità particolare poiché essa è nel cuore dell’Europa, poiché ha voluto l’Europa, poiché ha costruito l’Europa, poiché essa rappresenta il passo che può trainare gli altri e che è garante dell’avvenire del nostro Continente.

E’ la mia convinzione in qualità di francese e di europeo, ed è ciò che mi renderà determinato nel guidare il nostro Paese in questo periodo così decisivo ma di cui sappiamo che la storia oggi ci giudica poiché la storia è qui, bisogna essere all’altezza della circostanza che stiamo attraversando.

Grazie.

http://www.elysee.fr/r-union-minist-rielle-europe-/

Dichiarazione del Ministro degli Esteri Jean-Marc Ayrault (Lussemburgo)

" Ho voluto essere presente questa mattina con i miei colleghi ministri degli Affari esteri e segretari di Stato agli Affari europei.

Siamo tristi, ma tale è la decisione del popolo britannico. Dobbiamo rispettarla. Siamo tristi per il Regno Unito e siamo tristi per l’Europa.

Ma dobbiamo fare fronte, e fare fronte significa preservare l’unità dell’Europa, continuare ad attuare le sue priorità, essendo maggiormente attenti alle aspirazioni dei popoli di tutta l’Europa. C’è dunque molto lavoro da fare.

Ma l’urgenza oggi è quella di rispettare il voto del popolo britannico. Lo dico poiché alcuni pensano che sia il caos. No, non è il caos, perché ci sono i trattati. E il Trattato europeo prevede le condizioni di recesso all’articolo 50. Non bisogna dunque che vi sia incertezza. Bisogna che il governo britannico comunichi la decisione ufficiale del popolo britannico e dia avvio all’attuazione di questo articolo, per la coesione e la stabilità dell’Europa, cosi come quella del Regno Unito. C’è urgenza. Non c’è tempo da perdere. Ogni periodo d’incertezza sarebbe pregiudizievole.
Parleremo dunque di questi argomenti oggi. Torneremo da voi più tardi.
Grazie."

Ultime modifiche: 12/07/2016

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