Perché investire in Francia? [fr]

Perché investire in Francia? Dato che la Francia è al 4° posto mondiale per gli investimenti internazionali e l’Italia rappresenta 18,1 Mds€ di investimenti e quasi 80.000 posti di lavoro in Francia, l’Ambasciata di Francia e Business France Italia (agenzia che si occupa sia di sostegno all’export che di attrazione degli investimenti) hanno organizzato il 30 settembre 2015, dalle ore 15 alle 17 a Palazzo Farnese una conferenza che riguardeva tutti gli argomenti relativi agli investimenti esteri in Francia, in un contesto segnato da una forte politica pubblica per rafforzare l’attrattività della Francia.

Sotto il patrocinio dell’Ambasciatrice di Francia in Italia, Catherine Colonna, la conferenza ha iniziato con una presentazione delle riforme avviate in Francia e ha continuato con le testimonianze di imprese italiane -BIO-On, Safe Bag, Granarolo) che hanno scelto di investire in Francia. Ha seguito, infine, uno scambio tra istituzionali (R. Basso, portavoce del ministro P.C. Padoan), investitori, economisti, moderato dal vicedirettore del Corriere della Sera Federico Fubini, per un’analisi comparata tra la Francia e l’Italia, visto l’impegno del governo italiano nel rinforzare la sua azione a favore dell’attrattività.

Allegati

- Programma della giornata

Presentazioni

- Paul HUNSINGER, Ministro-consigliere per gli affari economici, Ambasciata di
Francia
, (versione fr)
- Hervé POTTIER, Direttore Business France Invest
- Francesca SICA, Università Luiss “Guido Carli”, Economista presso
Confindustria

- Marco MUTINELLI, Università di Brescia

Schede attrattività

In occasione della conferenza, vi proponiamo di riscoprire le schede attrattività pubblicate da Business France sul sito dell’ambasciata:

  1. La Francia è attrattiva
  2. Perché investire in Francia
  3. Sfatare i luoghi comuni
  4. Un’economia Innovativa per un ecosistema economico di crescita…
  5. Una Francia creatrice di talenti
  6. Una fiscalità adatta al servizio della competitività e dell’investimento
  7. Il credito d’imposta per la ricerca (CIR)
  8. La Francia accoglie le start-up

Ultime modifiche: 15/11/2015

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