Facciata principale [fr]

La façade du palais vue depuis la place Farnèse
Au premier plan, l'une des fontaines aménagées à partir de vasques des thermes de Caracalla
La loggia centrale, due à Michel-Ange.
Fleurs de lys, armoiries Farnèse
Le Dominiquin, Vierge à la licorne, 1606-1608, galerie des Carrache
Clicca per agrandire

La costruzione di Palazzo Farnese inizia qui nel 1513, una ventina d’anni dopo l’acquisto, nel 1495, da parte del cardinale Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III, di un vecchio edificio e dei lotti adiacenti. La realizzazione della facciata principale fu affidata a Antonio da Sangallo il Giovane, primo architetto del palazzo. Alta 29 metri e larga 57 metri, la facciata, in mattoni e travertino, alla morte di Paolo III nel 1549 era terminata. L’assenza di pilastri e di aggetti conferisce all’insieme equilibrio e simmetria.

JPEG - 280.6 Kb
La loggia centrale, due à Michel-Ange.

Michelangelo, che già aveva disegnato il cornicione che corona la facciata, portò avanti l’opera di Sangallo nel 1546. Il cornicione, costituito da un’ampia fascia di gigli, nasconde elegantemente il tetto. L’architetto proseguì nelle modifiche aprendo la finestra centrale, circondata da quattro colonne verde antico al primo piano, e vi inserì lo stemma pontificale con le chiavi e la tiara. Due altri scudi furono aggiunti nell’Ottocento : quello del cardinal Ranuccio e quello del Duca di Parma, Ottavio Farnese.

JPEG - 117 Kb
La façade du palais vue depuis la place Farnèse

La facciata, restaurata in occasione del Giubileo del 2000, è indubbiamente molto vicina a quella del Cinquecento. Sotto una spessa patina nera, il restauro ha riportato alla luce una facciata caratterizzata da colori luminosi e un sistema decorativo di mattoni rossi con disegni geometrici irregolari. La piazza stessa e la via dei Baullari sono state realizzate in funzione del palazzo, tra il 1536 e il 1545, dopo l’acquisto e la demolizione delle case che occupavano il sito. Due grandi vasche di marmo, provenienti delle terme di Caracalla, furono trasformate in fontane dai Farnesi.

Armoiries, devises

JPEG - 103.5 Kb
Le Dominiquin, Vierge à la licorne, 1606-1608, galerie des Carrache

La facciata mette in risalto il giglio, emblema araldico dei Farnese – e in realtà più vicino all’iris, come nel caso dei gigli della monarchia francese o del giglio fiorentino. Quest’emblema è spesso richiamato all’interno del palazzo, a volte isolato come motivo decorativo, altre volte sotto forma dello stemma di famiglia : « d’oro con sei gigli azzurri » - sui pavimenti, sui camini, e persino sui soffitti a cassettoni. Oltre al giglio dell’araldica familiare, altri motivi appaiono frequentemente nel palazzo, insegne o imprese, figure allegoriche. L’unicorno, simbolo di purezza e di guarigione, è l’insegna più utilizzata dai Farnesi dopo Paolo III ; è presente in diversi punti : sulla volta dell’anticamera, in uno dei fregi del cortile, nella galleria dei Carracci (sia nella decorazione in stucco che negli affreschi).

Ultime modifiche: 15/10/2012

Su della pagina