Dibattito sull’accesso ai diritti di salute riproduttiva [fr]

Un dibattito sull’accesso ai diritti di salute si è svolto il giorno 11 giugno alla Casa internazionale delle donne a Roma.

Questo dibattito ha permesso di paragonare la situazione in Francia e in Italia, riguardo in particolare alla questione dell’obiezione di coscienza. Mentre in Francia gli ospedali pubblici hanno l’obbligo di fornire un servizio di interruzione di gravidenza, cio’ non accade in Italia, dove la percentuale degli obiettori di coscienza è d’altronde molto più elevata che in Francia (rispettivamente più del 70% in Italia contro il 10% in Francia). In Italia, è stato sottolineato il peso della Chiesa cattolica come freno alla pratica dell’ interruzione di gravidenza, come anche la carenza di formazione dei future medici ginecologi ostetrici. Nei due paesi, questi ultimi manifestano un certo disinteresse per questa pratica medica.

Sono intervenute Danièle Hassoun, consulente per l’Organizzazione Mondiale della Salute, Angela Spinelli, ricercatrice all’Istituto Superiore della Sanità, Giovanna Scassellati, ginecologa, Augusta Angelucci, psicologa e Silvana Agatone, presidente de l’associazione LAIGA (Libera Associazione Ginecologi per Applicazione legge 194). Il debattito era animato da Serena Romano, presidente di Corrente Rosa, che organizzava l’incontro con LAIGA, Noi Donne (storica rivista dei movimenti femminili), l’UDI (Unione Donne in Italia) e la Fondazione Pangea Onlus.

In concluzione, Valérie Gervais, consigliera per gli affari sociali all’Ambasciata di Francia, ha sottolineato l’interesse del paragone fra i due paesi, non solo delle regolamentazioni ma anche delle condizioni della loro applicazione. Cio’ per far progredire i diritti delle donne, soprattutto per quanto riguarda il loro libero arbitrio.

Ultime modifiche: 25/06/2015

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