Compiti dell’Addetto per l’Armamento [fr]

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Compiti del Servizio dell’Addetto agli Armamenti

Il servizio dell’Addetto agli Armamenti dell’Ambasciata dipende dalla Delegazione generale agli Armamenti del Ministero della Difesa. Tale servizio ha come compito di favorire lo sviluppo della cooperazione nel settore degli armamenti tra la Francia e l’Italia. In tale ambito, favorisce le relazioni e la mutua conoscenza tra le amministrazioni competenti in materia di armamenti nonché delle industrie del settore. Contribuisce, così, alla costruzione dell’Europa degli armamenti.

Il contesto

Nel settore della Difesa, l’Italia vuole avere un ruolo di primo piano nel panorama internazionale, ruolo equivalente a quello dei suoi principali partners europei che sono Germania, Regno-Unito e Francia. L’Italia è anche impegnata, in questo momento, in numerosi programmi di armamento bi e multilaterali realizzati in cooperazione.

In questo ambito, l’Italia è penalizzata da un bilancio della Difesa debole. Per il 2007 il bilancio relativo alla cosiddetta « funzione Difesa » ammontava a 14.448,8 M€, ossia 0,957% del PIL.

Era così diviso tra:

Bilancio 2007 (M€)
Personale 8 819.9
Esercizio 2 356.8
Investimenti 3 272
Totale 14 448.8

Se tale bilancio concede di proseguire i grandi programmi di equipaggiamento avviati negli anni scorsi, sembra tuttavia insufficiente per permettere all’Italia di rinnovare i suoi mezzi militari e di fare fronte ai suoi impegni internazionali a medio termine.

Una struttura di collaborazione bilaterale

La cooperazione italo-francese in materia di armamenti è retta dall’accordo dell’8 novembre 1983 relativo alla cooperazione nel settore dei materiali di difesa. Questa cooperazione è diretta da un comitato bilaterale che tiene una riunione all’anno. Si trova attualmente sotto la copresidenza del Delegato generale per gli armamenti per la Francia e del Segretario generale Direttore nazionale degli Armamenti per l’Italia.

La Francia e l’Italia si sono poi accordate circa l’istituzione di un comitato bilaterale annuale « 2+2 » a livello dei capi di stato-maggiore e dei direttori nazionali degli armamenti (DNA). Questo organismo, la cui prima riunione si è svolta nel 2005, ha come scopo quello di favorire la concertazione ad alto livello in vista della preparazione del futuro e quello di sviluppare una visione capacitaria comune.

In fine, i nostri paesi hanno costituito un Consiglio italo-francese di Difesa e Sicurezza in seno al quale possono essere trattate, a livello di Capi di Stato e di Governo, le questioni relative alla cooperazione in materia di Difesa, alla sicurezza europea ed alla cooperazione in materia di armamenti nonché quella tra le nostre industrie nazionali della Difesa.

La Francia e l’Italia sono membri di tutti i fori od iniziative relative agli armamenti in Europa. Come la Germania, la Spagna, la Francia, il Regno-Unito e la Svezia, l’Italia è firmataria della LoI (Lettera d’intenti) relativa alle misure di facilitazione delle ristrutturazioni e del funzionamento dell’industria europea del settore della Difesa. L’Italia è anche parte dell’accordo quadro del 27 luglio 2000 che permette di attuare concretamente la LoI.

Con Germania, Francia e Regno-Unito, l’Italia è anche membro fondatore dell’OCCAR, organizzazione congiunta di cooperazione nel settore degli armamenti.

Programmi in cooperazione

L’Italia è il primo partner della Francia per quello che riguarda gli armamenti. Le cooperazioni avviate coprono quasi tutto lo spettro degli armamenti. Riguardano:

  • Il settore navale, attraverso i programmi di fregate Orrizzonte/Horizon, multimissioni (FREMM), ma anche tramite i sistemi di difesa contraerea PAAMS ed i siluri leggeri MU-90;

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  • Il settore missilistico, nell’ambito del quale sviluppiamo insieme la famiglia di missili contraerei FSAF, il missile aria-terra Scalp-EG, il missile Meteor nonché il lanciarazzi multiplo di nuova generazione LRM-NG;

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  • Il settore spaziale, nel quale cooperiamo nei programmi di osservazione (accordi relativi allo scambio di capacità di osservazione tra sistema radar italiano Cosmo-Skymed ed il sistema ottico francese Hélios II) ma anche in materia di comunicazioni (acquisto di capacità SATCOM presso la NATO);

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  • Il settore aeronautico, nel quale, dopo aver ripetutamente fatto la scelta di prodotti transatlantici e al di là del programma elicotteristico NH-90, l’Italia si è impegnata nell’ambito del programma relativo al dimostratore tecnologico europeo di UCAV, conosciuto sotto il nome di Neuron.

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La cooperazione italo-francese nel settore spaziale per conto della comunità militare

Attributo della sovranità, sfida economica e fattore di progresso tecnico, lo Spazio tiene un posto essenziale da una quarantina d’anni nell’ambito della politica generale della Francia, e, progressivamente, in quella europea. Questo posto si definisce sempre più nel contesto della dualità permettendo, al di là delle economie di scala, di coordinare e di ottimizzare le capacità tecniche di cui abbisognano gli utenti delle comunità civili e militari. E in questo contesto che, in occasione del Vertice di Torino del 29 gennaio 2001, la Francia e l’Italia hanno siglato un accordo in materia di collaborazione che ha come scopo l’istituzione di un sistema a vocazione duale di satelliti multi-cattori (radar e ottici) di osservazione della Terra. L’uso combinato dell’osservazione ottica e radar permetterà ai decision makers politici e militari francesi ed italiani di avere a loro disposizione, ad ogni momento ed in ogni tipo di condizioni atmosferiche, un punto di vista attualizzato e completo della situazione tattica relativa alle missioni di prevenzione dei conflitti e di risoluzione delle crisi. Dal 2007 al 2010, le Agenzie spaziali francese ed italiana, in collaborazione con i Ministeri della Difesa francese ed italiana, metteranno in orbita una costellazione di satelliti a vocazione duale che comprenderà quattro satelliti radar di concezione italiana appartenenti alla costellazione Cosmo-Skymed e due satelliti ottici di concezione francese della costellazione Pléiades.

Per rispondere, inoltre, alle necessità sempre più esigenti delle comunità militari francese ed italiana, entrambe hanno accesso, fin dal 1995, alle immagini fornite dai satelliti di osservazione ad alta risoluzione di concezione francese della famiglia Hélios, di cui l’ultimo costruito è stato lanciato nel 2004. Tutti questi satelliti sono stati sviluppati dalle industrie europee tra le quali EADS Astrium e la società italo-francese Thalès Alenia Space.

Eventi recenti

Il 12 luglio 2007, la Francia e l’Italia hanno firmato un accordo di cooperazione relativo allo sviluppo, alla produzione, al lancio ed al sostegno logistico del satellite di telecomunicazioni comune SICRAL 2 in modo che sia operativo da qui al 2011.

In seguito a questo accordo, i Ministri della Difesa francese ed italiano hanno siglato, in occasione del vertice bilaterale di Nizza del 30 novembre 2007 una Lettera d’intenti (LoI) relativa al lancio d’Athéna-Fidus, satellite geostazionario di telecomunicazioni ad altissimo livello di scambio di dati (superiore a 2 Gigabit/secondo).

Il progetto Athena-Fidus ha come scopo di rispondere ai bisogni crescenti in materia di telecomunicazioni spaziali dei Ministeri della Difesa francese ed italiano nonché a quelli degli attori istituzionali della sicurezza di questi paesi (protezione civile, Ministero degli Interni...).

Il satellite Athena-Fidus si appoggia, per la parte francese, su una cooperazione tra la Delegazione generale agli armamenti (DGA) ed il CNES, e, per la parte italiana, tra SEDGREDIFESA (Segretariato Generale per la Difesa italiana) e l’ASI (Agenzia spaziale italiana). La firma di tale LoI potrebbe permettere allo CNES, co-maestro d’opera del progetto con l’ASI, di iniziare la fase di progettazione durante il primo semestre 2008 per lanciarlo nel 2012.

Per altro, la Francia e l’Italia preparano, con la Germania, il Belgio, la Spagna e la Grecia, nell’ambito del progetto MUSIS, la futura generazione di satelliti di osservazione ottica e radar che sostituirà i sistemi Hélios II, COSMO-Skymed et SAR-Lupe.

Ultime modifiche: 11/03/2011

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