Combattere il terrorismo nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali [fr]

La Francia si dota di un nuovo arsenale giuridico per rafforzare la sua lotta contro il terrorismo.

L’Assemblea nazionale ha approvato il 18 settembre 2014 un progetto di legge che rende più rigorose le disposizioni in materia di lotta contro il terrorismo. Il Senato intende analizzare prossimamente il progetto di legge.

Gli individui originari della Francia sempre più presenti nei gruppi jihadisti

Oggi, più di 300 cittadini francesi combattono in Siria e quasi 900 sono coinvolti nelle organizzazioni jihadiste. In un anno, i servizi di polizia hanno arrestato 153 individui presenti in questi dossier, di cui 61 in prigione et 30 sotto controllo giudiziario. Il Numero Verde istituito per le famiglie preoccupate ha permesso di raccogliere 350 segnalazioni pertinenti.

Fino ad oggi, il numero di siti che fanno apologia del terrorismo è valutato a qualche centinaio in totale – che bisogna comparare ai circa 800 000 nuovi siti messi on line ogni giorno.

L’attualità francese e quella europea è stata segnata dal arresto a Marsiglia del francese Mehdi Nemmouche di ritorno dalla Siria e sospettato di aver commesso il 24 maggio l’attentato omicida contro il museo ebraico di Bruxelles.

La Francia quindi sta adottando una legge, annunciata nell’ambito di un piano più globale deciso sin dal 23 aprile 2014, per prevenire e combattere il terrorismo jihadista e le sue filiere.

I nuovi strumenti giuridici

Un’interdizione amministrativa di uscita dal territorio per i cittadini francesi sarà creata per guardare in faccia l’aumento delle partenze di giovani francesi verso zone dove l’apprendimento della lotta armata può unirsi ad un indottrinamento ideologico.
-  Si tratta di una limitazione della libertà di andare e tornare dall’estero. La persona vedrà ritirato il suo passaporto e la sua carta d’identità dietro una ricevuta.
-  Questa misura potrà solo essere presa in base a elementi precisi, solidi e circostanziati. Potrà essere oggetto di un ricorso davanti al giudice amministrativo, che potrà adottare provvedimenti urgenti, in un breve lasso di tempo, pertanto.
-  La decisione sarà presa per una durata massima di sei mesi, rinnovabile illimitatamente, al termine di una procedura in contraddittorio, quando esistano “motivi seri” di pensare che un individuo preveda di partecipare ad attività terroristiche all’estero, che possano portarlo a compromettere la sicurezza pubblica al suo ritorno.

Sarà creata una violazione giuridica per reprimere “imprese individuali a carattere terroristico" dei jihadisti che agiscono da soli, senza collegamento a una rete.
-  I giudici dovranno provare ‘’l’intenzione del sospettato’’.
-  “Elementi materiali” dovranno accompagnare la decisione, come la ricerca o l’acquisizione di sostanze pericolose, la consultazione di siti web terroristici, la formazione nell’uso delle armi o ancora l’individuazione di bersagli.
-  Questa nozione si aggiunge alla “associazione a delinquere in relazione con un attività terrorista”, pietra angolare del sistema giuridico in quella materia dal 1996.

Misure preventive

Il blocco amministrativo dei siti o delle pagine internet che diffondono propositi o immagini incitanti ad atti terroristici o che ne fanno l’apologia.
-  I siti che pubblicizzano abusi, che propongono mezzi per raggiungere i teatri di operazioni o che forniscono consigli ‘’tecnici’’ per commettere un attentato saranno così bloccati dai gestori di servizi entro 24 ore.
-  Un magistrato della CNIL, persona per definizione indipendente, sarà incaricato di assicurarsi che l’elenco dei siti il cui accesso è bloccato sia proporzionale all’obiettivo. Potrà intervenire a monte della procedura al momento della segnalazione del sito in causa.
-  Questa procedura sarà anche soggetta al controllo della giurisdizione amministrativa.
-  Un controllo parlamentare della sua esecuzione potrà, se la rappresentanza nazionale lo desidera, completare queste garanzie.

La penalizzazione dell’apologia del terrorismo e della provocazione di atti terroristici sarà inclusa in un nuovo articolo del codice penale.
-  Quest’azione è già prevista dalla legge sulla stampa del 1881.
-  Questo nuovo strumento giuridico dovrà permettere di dare più poteri agli inquirenti, consentendo loro di fare sequestri e di rafforzare le sanzioni previste.

Ultime modifiche: 26/09/2014

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