#COP21 : L’Accordo di Parigi in 4 punti chiave [fr]

« Il progetto d’accordo è differenziato, equo, sostenibile, dinamico, equilibrato e giuridicamente vincolante. » Laurent Fabius, Presidente della COP21

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Un accordo equo e differenziato

Di fronte alla sfida climatica, l’accordo riconosce una responsabilità condivisa ma distinta degli Stati, in funzione delle capacità rispettive e dei contesti nazionali diversi.

Tiene conto soprattutto del livello di sviluppo e dei bisogni specifici dei paesi particolarmente vulnerabili. Oltre agli impegni finanziari, i paesi industrializzati dovranno facilitare il trasferimento delle tecnologie, e maggiormente l’adeguamento ad un’economia a basse emissioni di carbonio.

In materia di trasparenza, un sistema che permetta il controllo degli impegni nazionali, con una certa flessibilità per i paesi in via di sviluppo, è anche istituito allo scopo di seguire gli sforzi di ciascuno.

Un accordo sostenibile & dinamico

L’accordo ha in programma di contenere l’aumento medio della temperatura nettamente al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali e a proseguire l’azione condotta per limitare l’aumento delle temperature a 1,5°.

Per questo, l’Accordo di Parigi prevede che ciascuno dei paesi riesamini ogni cinque anni i suoi impegni per diminuire le sue emissioni di gas a effetto serra. Ogni nuovo contributo determinato a livello nazionale dovrà integrare una progressione rispetto al precedente.

Le Parti si sono impegnate a raggiungere livelli minimi delle emissioni globali di gas a effetto serra nel più breve tempo possibile, allo scopo di raggiungere un equilibrio tra le emissioni e le loro compensazioni nella seconda metà del secolo. Gli Stati sono anche tenuti ad aumentare i loro sforzi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

E dopo ?

L’accordo sarà aperto alla firma degli Stati il 22 aprile 2016 a New York per l’entrata in vigore nel 2020. La decisione della COP 21 che accompagna l’accordo fissa diverse tappe per sostenere e preparare la sua attuazione : revisione dei contributi nel 2018, mobilitazione dei finanziamenti per raggiungere un livello di 100 milioni di dollari l’anno nel 2020.

L’accordo riconosce il ruolo degli attori non governativi, che si sono già mobilitati, su modello dell’Appello di Parigi, attraverso il quale 800 imprese, investitori, città e regioni s’impegnano a superare il livello di ambizione stabilito dall’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.

Fonte: http://www.diplomatie.gouv.fr/fr/politique-etrangere-de-la-france/climat/paris-2015-cop21/cop21-l-accord-de-paris-en-4-points-cles/

Ultime modifiche: 19/02/2016

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