10 anni di riforme strutturali in Francia [fr]

2° economia europea, 1° destinazione turistica mondiale, 4° paese al mondo per lo stock d’investimenti diretti esteri (IDE), la Francia è anche al 6° posto mondiale per il deposito di brevetti internazionali e per la produttività oraria del lavoro. Contrariamente ai luoghi comuni, la Francia resta una potenza economica capace d’innovare e attrarre talenti e investimenti, grazie, in particolare, alle numerose riforme adottate nel corso degli ultimi dieci anni: scoprite qui sotto i 10 anni di riforme in Francia in 10 punti.

L’Italia non é l’unica a dover sfatare stereotipi… Per evitare i luoghi comuni e presentare le carte vincenti della Francia, vi presenteremo in questa stessa rubrica ogni settimana per due mesi un aspetto dell’economia francese in 10 punti.

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1. Misure a favore della competitività- costo

  • La Francia ha intrapreso un’importante strategia di moderazione del costo del lavoro con l’introduzione del Credito d’imposta per la competitività e l’impiego (CICE) nel 2013, che consente alle imprese di recuperare i margini persi con la crisi e sostenere gli investimenti e l’occupazione.
  • Le imprese hanno beneficiato di una modernizzazione della loro fiscalità, soprattutto attraverso la riforma della tassa professionale del 2010 (creazione del contributo economico territoriale) e il Patto di responsabilità e solidarietà nel 2014, che prevede una diminuzione del tasso d’imposta sulle società (IS) dal 33,33% al 28% entro il 2020 e la progressiva soppressione del contributo eccezionale all’IS e della C3S (tassa sul fatturato).
  • L’evoluzione del salario minimo (SMIC) é stata contenuta dal 2007. Lo SMIC non conosce alcuna rivalorizzazione eccezionale dal 2007 (salvo quella dello 0,6% nel 2012), e i salari della funzione pubblica sono congelati dal 2010.
  • Gli oneri sociali a carico del datore di lavoro sui salari minimi (Smic) sono stati soppressi e i contributi familiari sono stati ridotti per i salari fino all’ 1,8 dello Smic.

2. Misure a favore dell’innovazione e della competitività non legata ai costi

  • La parte delle spese private in R&S ha continuato ad aumentare dal 2007 e si situa oggi circa all’1,5% grazie a una politica attiva di sostegno all’innovazione:
    • Dispositivi fiscali: creazione dello status di nuova impresa innovativa (JEI) nel 2004, rafforzamento del credito di imposta ricercato nel 2008, creazione del credito di imposta d’innovazione (CII) nel 2013;
    • Sostegno al finanziamento dei progetti innovativi: aiuto all’innovazione, prestiti e garanzie della banca pubblica d’investimento e sostegno al capitale del rischio.
  • Sono state adottate numerose misure per migliorare il contesto imprenditoriale (semplificazione e digitalizzazione delle procedure, creazione di un Consiglio per la semplificazione…) e per favorire la creazione e lo sviluppo delle imprese, per esempio grazie alla creazione di poli per la competitività nel 2005 e all’iniziativa French tech (2013).
  • L’investimento pubblico si colloca oggi al 4,0% del PIL, ovvero un livello sensibilmente superiore alla media della zona euro (2,8 nel 2013). Il Programma di investimento del futuro, iniziato nel 2010 per una somma totale di 47 Md€, permette di investire nelle tecnologie emergenti e di accompagnare la transizione energetica e digitale. Inoltre, molti progetti di investimento pubblico mirano a migliorare la rete delle infrastrutture (apparecchiature ad altissima velocità, Grand Paris…)
  • Infine, la Francia ha messo in atto una strategia per rilanciare l’industria, grazie in particolare all’adozione di 34 piani industriali.

3. Misure a favore dell’attrattività della Francia.

  • Sono state avviate numerose iniziative per aumentare l’attrattività e la visibilità della Francia presso gli investitori stanieri (Paris Europlace) e per aiutare le imprese francesi a espandersi all’estero (« 4 famiglie prioritarie all’export », creazione di Businessfrance tramite la fusione di Ubifrance e dell’AFII nel 2014…).
  • L’offerta del tax ruling è stata ampliata e il servizio Tax4Business è stato istituito nel 2014 per essere un interlocutore unico per impiantarsi e operare in Francia in un ambito chiaro e sicuro.

4. Misure a favore del settore finanziario

  • A seguito delle carenze del settore emerse durante la crisi del 2008, è stata stabilita una serie di nuove normative a livello europeo e nazionale (Basilea III, unione bancaria, legge della separazione delle attività bancarie).
  • Il finanziamento dell’economia é stato migliorato grazie a un nuovo orientamento del risparmio (riforme del risparmio regolamentato e dell’assicurazione sulla vita, creazione di un piano di risparmio in azioni per le PMI detto PEA-PME – plan d’épargne en actions pour les PME) e lo sviluppo di finanziamenti alternativi per le imprese (accesso al mercato, capitale di investimento, finanziamento partecipativo).
  • E’ stata intrapresa anche una riforma del credito al consumo per regolare il mercato del credito rinnovabile, rafforzare la protezione dei mutuatari e prevenire i comportamenti del sovraindebitamento (Legge Lagarde, 2010).

5. Politiche settoriali

  • Numerose riforme successive hanno contribuito a una migliore efficienza sul mercato dei beni e dei servizi, in particolare :
    • la legge sui consumatori crea l’azione collettiva alla francese nel 2014 e intensifica la concorrenza nei settori finanziari, sanitario (ottica, test di gravidanza etc.) e alcune professioni regolamentate;
    • la soppressione già votata delle tariffe regolamentate di elettricità e di gas per le imprese.
  • Legge di modernizzazione dell’economia (LME) ha rafforzato l’indipendenza dell’ Autorità garante della concorrenza e ha ampliato le sue competenze al controllo delle concentrazioni.
  • I vincoli sul commercio al dettaglio sono stati ridotti, per esempio grazie a delle leggi sulla rivendita sottocosto, l’istallazione commerciale o le autorizzazioni di apertura.
  • Il disegno di legge per la crescita e l’attività (legge Macron) mira a liberalizzare l’economia francese riducendo le barriere alla creazione e allo sviluppo delle imprese e modernizzando la normativa (es. : professioni regolamentate, lavoro domenicale).

6. Riforme del mercato del lavoro

  • Ridurre la segmentazione del mercato del lavoro attraverso 
    • un’elasticità delle condizioni di licenziamento, in particolare con la creazione “delle rotture convenzionali”, un modo di rottura amichevole del CDI (Contratto di lavoro a tempo indeterminato) che rappresentava il 16% della fine del CDI nel 2012 (legge di modernizzazione del mercato del lavoro del 2008);
    • La riduzione dell’incertezza giuridica per le imprese grazie a una nuova procedura che privilegia il negoziato del piano di salvaguardia dell’impiego che ha permesso, in particolare, una diminuzione dei ricorsi contenziosi (7% invece del quasi 30% di prima).
  • Sicurezza dei percorsi professionali : mantenimento di accordi in materia di occupazione, allungamento della durata dell’assicurazione contro la disoccupazione nel caso in cui gli assicurati lavorino almeno 150 ore durante il periodo d’indennizzo, copertura sanitaria diffusa, conto personale di formazione…;
  • Un maggiore partecipazione e un migliore accesso al mercato del lavoro:
    • Donne: legge sull’uguaglianza salariale tra uomini e donne nel 2006;
    • Anziani: eliminazione di numerosi sistemi di prepensionamento, riforme sulle pensioni, soppressione dell’esenzione di ricerca del posto di lavoro, contratti di generazione…;
    • Giovani: riforme sull’insegnamento e il sistema scolastico, stage remunerati, futuri impieghi…;
  • Miglioramento del dialogo sociale:
    • All’interno delle imprese : rafforzamento del negoziato delle imprese, progetto di riforma sulle soglie sociali nelle imprese, sulla giurisdizione del lavoro…;
    • A livello nazionale: legge di modernizzazione del dialogo sociale nel 2007, dal 2012 Grandi conferenze sociali annuali, firma di accordi nazionali interprofessionali…;
  • Sostegno ai lavoratori colpiti dalle crisi del 2008 e 2011: riforme dell’assicurazione sulla disoccupazione, sulla formazione, contratti agevolati per i lavoratori scarsamente qualificati.

7. Riforme delle pensioni

  • Armonizzazione dei differenti regimi allineando il regime della funzione pubblica ed i regimi speciali sul regime generale grazie alle riforme del 2003 e 2008;
  • Aumento dell’anzianità contributiva e dell’età effettiva di pensionamento. Le riforme del 2010 e del 2013 aumentano gradualmente la durata dell’assicurazione richiesta per l’ottenimento di una pensione completa al raggiungimento dei 43 anni, contro i 41.5 anni di prima. Per esempio, un assicurato che ha iniziato la sua carriera a 23 anni non potrà beneficiare di una pensione completa fino al compimento del 66° anno.

8. Misure per la lotta all’inuguaglianza

  • Limite alla crescita delle disuguaglianze attraverso un sistema di protezione sociale: sostituzione di RMI (reddito minimo di inserimento) in base al reddito di solidarietà attiva (RSA), rafforzamento della progressività dell’imposta sul reddito (patto di Responsabilità e di Solidarietà, 2014), Piano Povertà nel 2013 (aumento del RSA, aiuti specifici alle famiglie deboli). Una riforma del RSA e del bonus occupazione deve entrare in vigore all’inizio del 2016 per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie modeste e incitare l’attività.
  • Per facilitare l’inserimento dei lavoratori scarsamente qualificati, diversi meccanismi di sostegno sono stati messi in atto a favore dei giovani (diversi sistemi di impiego sovvenzionati), disoccupati da lungo periodo e altre categorie vulnerabili.

9. Riforme territoriali

  • Dall’anno 2000, la Francia ha iniziato diverse riforme nella sua amministrazione territoriale per garantire l’autonomia finanziaria e la buona gestione degli enti (riforma costituzionale del 2003) e chairire le competenze e i finanziamenti delle strutture territoriali (riforma del 2010).
  • Peraltro, una modernizzazione dell’azione pubblica territoriale é in corso :
    • La legge di affermazione delle metropoli crea delle metropoli per sostituire delle strutture intercomunali meno integrate e dà loro delle competenze strategiche maggiori;
    • Sono in discussione due disegni di legge per unire le regioni e definire meglio le competenze di ogni livello: rimozione della clausola di competenza generale, trasferimento alle regioni delle competenze precedentemente esercitate dai dipartimenti…

10. Consolidamento delle finanze pubbliche

  • La Francia ha condotto un consolidamento delle sue finanze pubbliche senza precedenti, il deficit é cosi passato dal 7,0% nel 2010 al 4,3% nel 2013. Vari piani di modernizzazione dell’amministrazione hanno ridotto la spesa e la legge delle finanze 2014-2019 prevede una revisione della spesa pubblica per migliorare l’efficienza e garantire la conformità della traiettoria pluriennale delle finanze pubbliche.
  • Contemporaneamente, la Francia ha rinnovato totalmente la governance delle finanze pubbliche in particolare con la legge organica relativa alle finanze pubbliche nel 2003, che modernizza la contabilità, la creazione delle leggi di programmazione delle finanze pubbliche nel 2008 et dell’Alto Consiglio delle Finanze Pubbliche nel 2012 (equivalente dell’Ufficio parlamentare di bilancio).
  • In merito alla fiscalità, il rialzo dell’IVA (tasso intermerdiario del 10% nella professione alberghiera, la ristorazione e il rinnovo degli alloggi, tasso normale del 20%) ha permesso di accrescere la parte del consumo nei prelievi obbligatori. Inoltre, la tassazione ambientale è stata rafforzata e modernizzata, per esempio attraverso lo sviluppo sostenibile del credito d’imposta, il contributo al servizio pubblico di energia elettrica e la quota di carbonio in accise sui prodotti energetici (22 € / t nel 2016).

Ultime modifiche: 04/05/2015

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